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Giuni nasce in Sicilia il 7 Settembre 1951.
Preso da numerosi impegni familiari (Giuni aveva gia' 9 fratelli) papa' Pietro Romeo registra la neonata Giuseppa 3 giorni dopo.
Il gioco e lo studio non erano importanti tanto quanto il Cantare,che a scuola le chiedevano continuamente. La Maestra le offriva la cattedra quale palcoscenico,ma lei per pudore preferiva esibirsi nascosta dietro la porta dell'aula.Un primo tentativo di uscire allo scoperto vede come location il palchetto della Musica di fronte al teatro Politeama della sua citta'. Il tutto all'insaputa della sua numerosa famiglia .E sempre di nascosto la piccola Giuni decise di iscriversi alle lezioni di canto del gia' affermato Maestro Ettore Gaiezza,pagandosele con le sue prime serate. A 15 anni si iscrive al festival delle voci nuove di Castrocaro,arrivando fino alle semifinali, per poi vincerlo l'anno successivo con un plebiscito di voti interpretando "Hurt"di Timi Yuro.
Nel 1968 approda al festival di Sanremo,dove le fu imposta una canzone, "No Amore" decisamente poco adatta alla sua eta' ed al suo talento,malgrado l'autorevole firma "mascherata" di un ancora sconosciuto Paolo Conte. Dopo la partecipazione al disco per l'estate con "l'Onda" arriva l'incisione della cover di "Smoke in your eyes" nel 1969. Nello stesso anno l'incontro decisivo con M. Antonietta Sisini assieme alla quale Giuni condividera' tutto il resto della carriera e della vita, e si trasferisce definitivamente a Milano. Le due ragazze cominciano cosi' una lunghissima gavetta che terminera' solo nei primi anni '80. Gli anni '70 si aprono con una serie di partecipazioni come corista in pubblicazioni di vari artisti. Finchè nel 1974 la tedesca Basf le propone un contratto discografico per un album:e cosi' nel 1975 esce "Love is a Woman", interamente in lingua inglese in quanto la casa discografica intendeva rivolgersi ad un mercato internazionale. Il direttore artistico della Basf le propone il cambio di nome: Giusy Romeo diventa Junie Russo. Al disco partecipa, non accreditato per l'usanza dell'epoca, Enrico Rava. Nello stesso anno incide anche la cover "Everything is gonna be alright" e un singolo in Italiano: "In trappola". Il 1976 è l'anno di "Mai", 45 giri inciso per la Durium, l'ultimo a nome Junie Russo. Nel frattempo Giuni e M. Antonietta cominciano a farsi apprezzare come autrici delle musiche anche in brani di altri artisti.
E' il 1978 quando la Wea le fa incidere un singolo,"Soli noi",che a sorpresa si impone sul mercato francese schiudendo a Giuni nuove interessanti prospettive. Incerta se lasciare l'Italia definitivamente, Giuni prende la sofferta decisione di rientrare in Patria, scelta che si rivelera' fortunata quando nel 1979 arriva l'incontro-svolta con il Maestro Giusto Pio e Franco Battiato. Con questo "poker d'assi" nasce una pietra miliare per la carriera di Giuni e per la musica Italiana:l'album "ENERGIE" per la CGD. Otto brani di straordinaria modernita' che travolgono la stantia situazione musicale Nazionale e anticipano quella che sara' la specificita' dell'Artista Giuni: sperimentazione vocale, arditezza nei suoni e contaminazione tra generi. In una parola: Musica di confine. Di fronte a cotanta novita' gli addetti ai lavori sono spiazzati dovendo rinunciare all'eterno Italico vizio di etichettare gli Artisti.
Nel 1982 Giusto Pio e Franco Battiato confezionano per Giuni quello che sara' l'asso pigliatutto dell'estate (ma anche dell'autunno) restando per sempre impresso nella memoria collettiva, la famigerata "Un'estate al mare". La canzone vince il festivalbar-discoverde,anche grazie al testo deliziosamente straniante che la stessa Giuni volle modificare rispetto a quello propostole.
Quello che doveva restare un semplice episodico divertissement, diviene invece un desiderio costante di facili guadagni da parte della casa discografica, tradendo le originali intenzioni del direttore artistico Alfredo Cerruti (nel frattempo "dimessosi") e di Giuni stessa. Ecco cosi' "VOX", nel quale Giuni riesce a conciliare le esigenze commerciali senza tradire la propria esigenza di ricerca. Manda in classifica "Sere d'Agosto" e "Good Good Bye" ma nel frattempo si concede ai lussi sudamericani di perle come "Buenos Aires".
Il 1984 coincide con un doppio colpo commerciale. Il singolo "Limonata cha cha" si impone nei juke box mentre l'album che lo contiene, "Mediterranea", sara' il piu' venduto del periodo CGD. Ma nonostante le soddisfazioni commerciali il disco contiene brani di estrema eleganza come "Le contrade di Madrid", ricca di languide citazioni Iberiche.
L'album segna la fine del rapporto contrattuale con la CGD, a causa di insanabili contrasti con la principale responsabile della casa discografica che in seguito, operando una politica miope e dissennata con tutti gli Artisti della propria scuderia, sara' costretta a cedere l'intero catalogo ad un'etichetta straniera,l a Wea. Inizia cosi' un rapido declino dell'industria discografica Nazionale.
Costretta a lasciare l'ambiente milanese a causa di disattese proposte da parte di due importanti case discografiche, "convinte" a tirarsi indietro, Giuni trova nell'editore Carlo Bixio e nella sua piccola etichetta una nuova "casa" Artistica. Giuni ricambia la fiducia mettendo a segno un nuovo straordinario "colpo" commerciale. "Alghero", dedicata alla sua terra adottiva, contribuisce in modo decisivo alle fortune turistiche della cittadina Catalana e nello stesso tempo diventa tra i brani piu' gettonati dell'estate 1986 rimanendo per mesi in classifica. L'album che lo contiene si intitola semplicemente "Giuni", e segna anche un deciso cambio nel look dell'Artista.
Il 1987 propone il primo duetto nella carriera di Giuni: "Adrenalina", eseguita con la Rettore, sara' destinata a diventare nel tempo uno dei brani piu' amati anche da artisti apparentemente lontani dall'universo musicale di Giuni. La copertina dell'lp, "Album", si segnala per la straordinaria soluzione grafica.
L'anno di svolta nella carriera di Giuni Russo è sicuramente il 1988. Mettendo a punto l'esperienza artistica ed umana maturata negli anni precedenti, Giuni confeziona, partendo da un'idea di M.Antonietta Sisini, il primo esperimento in Italia di musica di confine. Non deve meravigliare che ad accogliere tale innovativa proposta non sia una delle grandi majors, da sempre restie a qualsivoglia idea dirompente, ma la piccola, neonata l'Ottava di Franco Battiato. E' cosi' che si realizza "A casa di Ida Rubinstein" che proprio come nelle stanze della ballerina russa diviene un vero e proprio luogo di delizie musicali. Le arie da camera di V.Bellini,G.Donizetti e G.Verdi, rispettate nella partitura del canto, sono innervate per la prima volta al mondo di nuova linfa sonora. Con coraggio ma anche con rispetto, con spericolatezza ma con gusto e misura Giuni Russo si impone a pieno titolo come antesignana della musica di confine, anticipando di un decennio quello che sara' poi un filone mondiale assai apprezzato e remunerativo.
A questa operazione segue una lunga tournèe che porta Giuni nei templi della musica classica, fino a quel punto inaccessibili per artisti di musica "leggera". Ed è cosi' che pian piano la musica di Giuni e la sua immagine pubblica evolvono di pari passo.
Nel 1992 la CGD nel frattempo divenuta Warner propone a Giuni un doppio album,composto da inediti e da un'antologia. Ma il progetto iniziale si riduce ad un solo disco, nel quale sopravvivono solo due composizioni nuove: "Amala" e "Alla spiaggia dell'Amore". Quest'ultimo brano, per un grossolano errore tecnico e per scarse attitudini musicali della direzione artistica, è pubblicato a giri rallentati con grande sgomento dell'artista. 1994: e' l'anno di "Se fossi piu' simpatica sarei meno antipatica", il lavoro piu' caleidoscopico di Giuni. Il titolo prende spunto dal monologo di Ettore Petrolini "Fortunello", il cd si segnala per contenere quello che sara' il manifesto Artistico della Giuni piu' matura, "La Sua Figura". Fanno capolino per la prima volta S:Teresa D'Avila e Giovanni della Croce. E accanto a brani piu' "leggeri" risplendono "Strade Parallele" in cui Giuni affronta la propria lingua madre, "Oceano D'Amore" e "La Sposa". Il disco segna il ritorno di Giuni alla Emi,che fu la sua prima casa discografica.
Dopo due apprezzatissime partecipazioni al "Premio Tenco" Giuni pubblica con la Nar un singolo "Gabbiano", che avrebbe dovuto preludere ad un cd, "Gelsomini d'Arabia" mai pubblicato per mancata identita' di vedute con il principale responsabile dell'etichetta.
Nel 1998 Giuni celebra 30 anni di carriera con il suo primo live "Voce prigioniera" (Nar),in cui Giuni reinterpreta, e spesso capovolge negli arrangiamenti, brani del suo repertorio e delle amate arie da camera.
Continuano nel frattempo i concerti, che erano la forma espressiva più congeniale, nonchè preferita, di Giuni. E un resoconto di questi è contenuto in un secondo live, pubblicato nel 2002 per la SonyMusic, "Signorina Romeo". Un percorso emozionante tra brani classici e inediti, in cui emerge chiara e limpida la ricerca spirituale e l'evoluzione umana ed artistica di Giuni.
L'anno successivo, dopo ben 35 anni di assenza, Giuni torna al Festival di Sanremo con "Morirò d'amore", più volte non accettato con pretesti a dir poco risibili. A dimostrare la lungimiranza delle precedenti bocciature, la canzone ottiene un riscontro straordinario di pubblico e di critica, così come l'album che ne segue, dal titolo omonimo, contenente oltre al brano sanremese tre inediti e canzoni tratte dall'ultimo live. Significativo che, malata da circa quattro anni, Giuni dichiari con ironia "Solo adesso, alla fine della mia vita, ho trovato la casa discografica adatta alle mie esigenze".
Il 2003 è anche l'anno di "Demo.de.midi", in cui il direttore artistico Rudy Zerbi, attualmente presidente di Sony BMG, e Giuni in perfetto accordo pubblicano provini inediti e canzoni lasciate per anni nel cassetto. Ne nasce una raccolta singolarissima e che mostrano un lato di Giuni forse poco conosciuto.
L'anno si chiude con la straordinaria performance di "Napoli che canta". E' Paolo Cherchi Usai, allora direttore della George Eastman House, restauratrice del film datato 1926, a proporre a Giuni la composizione di una suite musicale per l'accompagnamento del lavoro di Roberto Leone Roberti. Il tutto avviene in presa diretta al Teatro Zancanaro di Sacile, in occasione del Silent Film Festival. Dopo le iniziali titubanze Giuni accetta il lungo corteggiamento di Cherchi Usai dopo avere visionato le immagini del film, ritenendolo di grande pregio storico ed artistico. Il lavoro viene pubblicato in cd e in dvd da SonyMusic nell'Aprile del 2004.
Dopo cinque mesi Giuni, nella sua casa di Milano, ci lascia a soli 53 anni.
Dall'anno successivo parte la valorizzazione del suo immenso repertorio artistico, con una pubblicazione per la Nar di un concerto del "Mediterranea Tour" risalente al 1984 ed alla ristampa, remixata e rimasterizzata, di "A casa di Ida Rubinstein", divenuto nel frattempo introvabile sul mercato. Il lavoro, curato e prodotto come tutti gli altri precedenti e successivi da Maria Antonietta Sisini, sbanca le classifiche di vendita stazionando ai vertici per diverse settimane. Così come torna in classifica, caso unico nel suo genre, dopo 25 anni "Energie", ristampata dalla Wea con l'aggiunta di tre bonus track.
Il 2006 vede Giuni duettare virtualmente con vari artisti nazionali ed internazionali in "Unusual" (Radiofandango) in cui la voce di Giuni s'intreccia a quelle di Caparezza, Lene Lovich, Battiato, Toni Child ed altri, alternando arrangiamenti originali ad altri di nuovissima confezione.Nello stesso anno Maria Antonietta Sisini fonda la GiuniRussoArte con l'intento di tutelare il Nome e l'Immagine dell'Artista di cui è l'erede universale nonchè di promuovere nuovi talenti.Cosa del resto gia' intrapresa dalla stessa Giuni con il gruppo Anglo/Sardo The Mab,cui è stata data grande visibilita' in un momento in cui,a causa della profonda crisi del mercato discografico ai giovani artisti non viene dato spazio.
Nel 2007 è la volta di ben tre pubblicazioni: la ristampa integrale rimasterizzata di"Se fossi più simpatica sarei meno antipatica", "The complete Giuni", triplo cd antologico, l'unico ufficiale, e del docufilm in dvd "La sua figura", a cura di Franco Battiato. Entrambi i lavori, pubblicati da Radiofandango, entrano subito in classifica.
Maria Antonietta Sisini intende proseguire nel suo lavoro ormai quarantennale nella certezza assoluta di rispettare le scelte artistiche di Giuni,con cui ha condiviso tutta la storia umana e professionale.